ANTOLOGIA TOSCANA 1 E' uscito il primo volume: LA CASTELLANA DI VERGI, il poema francese del XIII secolo e il primo poemetto popolare in ottava rima cantato in piazza da un anonimo cantastorie fiorentino. "O gloriosa o vergine pulzella - i' vo' la grazia tua adimandare - e dir per rima una storia novella, - per dare essemplo a chi intende d'amare, - d'un cavaliere e d'una damigella - d'un nobile legnaggio e d'alto affare, - sì come per amore ciascun morìe - e 'l gran dannaggio che poi ne seguìe


Nella splendida cornice della sala della Protomoteca in Campidoglio, quella dei grandi eventi,si è tenuta lo scorso 22 gennaio alle 9.30  la terza edizione del   premio  letterario nazionale per le opere dialettali  dal titolo” SALVA LA TUA LINGUA LOCALE 2015” nella ferma convinzione che ogni dialetto ha una sua identità stilistica.

Dopo i saluti di rito si è entrati nel vivo della premiazione  con  un’ottava di saluto, salutata da un’ovazione, dell’estempore cantrice allumierasca, Agnese Monaldi  finalista con il libro “ Le mie radici”. Il testo  tratta,  oltre ad altri argomenti, affetti e sentimenti rivolti alla madre, alla sua terra ed ai tanti amici che fanno parte della sua infanzia e dell’adolescenza.  Altri due suoi interventi poetici sono stati molto graditi dal pubblico presente che l’ha osannata come “ Dea dell’ottava rima e della sestina”.

Canti e cunti di donne dalla grande guerra. Con Francesca Prestia e Giada Salerno, Cantastorie

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FEDERICO BERTI


L'ECCIDIO DI RONCASTALDO


http://www.federicoberti.it/documentari-eccidio-roncastaldo/

Federico Berti, cantastorie, pubblica sul suo sito quotidianamente ballate, racconti, interviste ecc.

Il tutto si può vedere su www.federicoberti.it navigando nelle diverse sezioni oppure ricevere direttamente gli aggiornamenti iscrivendosi alla sua news letter gratuita

Sempre a Tufara è ancora in vita la tradizione delle Maitunate nella originale forma del canto di questua
 Sull’argomento Salvatore Esposito ha  pubblicato sulla rivista on line BLOGFOOLK un saggio che trovate a seguente link http://www.blogfoolk.com/2011/12/le-maitunate-i-canti-di-capodanno-del.html.

cinque parabole sui Cantastorie paternesi


Pubblicato il 19 gen 2015

"i poveri si assomigliano in tutto il mondo: in cosa si distinguono i cafoni dai mugik, dai kulis, dai peones, in niente;
è un altro modo in comune di sfuggire alle sciagure, alla disperazione, è il ricorso alla favola, alla magia dei sogni.
(da "Fontamara" di Carlo Lizzani)

Un documentario di 54 min suddiviso in 5 blocchi (puntate) che contestualizzano, attraverso immagini di repertorio, ricerche, film e video inediti, le storie e i racconti dei principali cantastorie di Paternò all'interno del proprio spaccato storico. Immagini raccolte mollica dopo mollica e montate insieme in una narrazione non lineare. Un lavoro per metà politico e per metà biografico, un viaggio in Sicilia attraverso le vicessitudini di questi artisti, le loro storie e la loro poesia.

di Andrea Coppola (2014)
credits disponibili direttamente sul video puntata per puntata.
questo è uno dei contributi dei ricercatori della Casa Museo Cantastorie.

prima puntata: cuntastorie e cantastorie - garibaldi arriva a Palermo.
seconda puntata: il mestiere del Cantastorie, Nino busacca, Paolo Garofalo, Vito Santangelo.
terza puntata: Cantastorie e mafia - dal bandito Giuliano alle minaccie a Ciccio Busacca.
quarta puntata: omaggio a Ciccio Busacca, Re dei Cantastorie.
quinta puntata: la nostra piazza, la piazza dei paternesi con Ciccio Rinzinu, Paolo Garofalo e Vito Santangelo.

Omaggio a Mimmo Cuticchio


Magazzini Einstein RAI STORIA è un Documentario su Mimmo Cuticchio durante la sua residenza artistica presso il Teatro Eleonora Duse di Roma

FESTIVAL DEI CANTASTORIE DI CASTELLARQUATO IN PROVINCIA DI PIACENZA 

TRATTO DA LA SETTIMANA INCOM 23/08/1962

INTERESSANTE DOCUMENTO CON LA PRESENZA DI ALCUNI CANTASTORIE DELLA TRADIZIONE - COMMENTO BANALE TIPICO DELL'ISTITUTO LUCE

E'on line "Caterina Bueno. Inventario del fondo documentario" a cura di Pamela Giorgi, Fabiana Spinelli e Serena Masolini, sul sito del Consiglio Regionale della Toscana, con articoli di Pietro Clemente e Maurizio Agamennone:
http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/eda/pubblicazioni/pub4013.pdf

IL MONDO DEI CANTASTORIE

LA PATRIA DEI CANTASTORIE E' IL MONDO INTERO
...E LAMPEDUSA PARI FUSSI EUROPA... di Mauro Geraci

11 settembre 2014

il cantastorie Paolo Garofalo compie 100 anni!

ASSOCIAZIONE CULTURALE CATTIVOTEATRO

E’ nata nel 2002 dalla commistione di svariate esperienze e competenze, il cui scopo sociale è la promozione e la realizzazione di spettacoli teatrali, convegni, manifestazioni artistiche, musicali, folkloristiche e letterarie, che abbiano carattere educativo.

 

Si propone in particolare la promozione di iniziative atte a sviluppare una maggiore coscienza socioculturale nel territorio cittadino, la produzione e la divulgazione di libri, materiali audiovisivi e multimediali ai fini culturali e di ricerca, la promozione ed attuazione di corsi e laboratori teatrali e didattici a carattere professionale o artistico, nonché lo svolgimento di qualunque altra attività affine a quelle sopraelencate.

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Viaggiolento è un'esperienza che prende vita, ogni anno, nel Parco Nazionale del Pollino. Una passeggiata fatta rigorosamente a piedi con Biagio Accardi (cantastorie) insieme alla sua asina Cometa Libera. Un viaggio che nasce con l'esigenza di sottolineare la necessità di rallentare, di tornare a ritmi più umani, perché questo progresso così sfrenato non si sa dove ci sta portando. Un vero e proprio elogio alla lentezza ...credo che si sia tempo di andare più lenti. 

 

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Biagio Accardi a Caselle in Pittari - Cantu, Cuntu .. e mi ni fricu!

IL CANTO CHE NON MUORE

TRASMESSO IN DIRETTA STREAMING IL 12 GIUGNO 2014

IN COLLABORAZIONE CON LA CASA DEL CANTASTORIE DI PATERNO' (CT)

OSPITI DUE CANTASTORIE D'ECCEZIONE:

MAURO GERACI E FORTUNATO SINDONI.

 

Nella lunga e avvincente intervista i due cantastorie propongono la loro chiave di lettura sulla antica ma quantomai attuale professione. Non la figura romantica e sbiadita del menestrello che canta ballate ormai desuete, ma "artigiani della comunicazione" che selezionano dalla realtà le contraddizioni le elaborano in chiave personalissima e le trasmettono al pubblico in forma musical poetica.

Durante l'intervista potrete ascoltare due loro composizioni. Buon ascolto

Venerdì 27 giugno 2014 ad Allumiere (CV) La poetessa a braccio Agnese Monaldi ha presentato il suo libro "LE MIE RADICI"

VEDI PRESENTAZIONE

 

Da noi conosciuta a Pomonte nel 2008,  sempre in quegli anni la abbiamo intervistata come esempio di figura femminile di poesia estemporanea

per saperne di più

LEGGI INTERVISTA

il ballo votivo delle comunità rom calabresi

Come ogni anno, la presenza delle comunità Rom della Calabria alla festa dei SS. Cosma e Damiano a Riace (RC), si fa sentire con il suono rituale e votivo della tarantella.
Caratterizzano la processione, gli ex-voto portati in processione e i vestiti votivi che richiamano lo stile e i colori di quelli indossati dai santi.

 

 

 

"Trallalero" regia Renzo Trotta
prodotto dalla sede Rai Liguria nel 1979 grazie ad Arnaldo Bagnasco

 

Pubblicato in data 09/feb/2014

1979, Genova, Edward Neill, il professore del trallalero, etnomusicologo ci accompagna in un breve viaggio sulla via del trallalero genovese

20 Febbraio 2014 - Casa della storia e della memoria, Roma

Presentazione Cd "Il mondo intero" - Circolo Gianni Bosio e Lega della Cultura di Piadena

presentazione de "I Paisan" - di Giuseppe Morandi

Documentario audiofonico storico: la spedizione in Lucania di Ernesto de Martino 1952

Documentario audiofonico storico: la spedizione in Lucania di Ernesto de Martino del 1952, con le regitrazioni di musiche tradizionali in Lucania di Diego Carpitella e Ernesto de Martino del 1952. Accompagnate da vecchie fotografie lucane e vecchi filmati storici lucani.

Racconto documentato degli appunti presi in Lucania di Ernesto de Martino e la "spedizione in Lucania" del 1952, in cui si racconta nel dettaglio gli incontri con quella civiltà rurale che oggi è in gran parte scomparsa. La spedizione in Lucania (30 settembre-31 ottobre 1952) è considerata l'atto di nascita dell'etnomusicologia italiana perché per la prima volta si effettuarono registrazioni sul campo secondo criteri organicamente unitari. Realizzate con i mezzi tecnici messi a disposizione dalla RAI, all'interno di un'indagine antropologica condotta da un'équipe formata da Ernesto De Martino, Diego Carpitella, Vittoria de Palma, Franco Pinna e Marcello Venturoli, le rilevazioni sonore interessarono i comuni di Matera, Grottole, Ferrandina, Pisticci, Colobraro, Valsinni, Stigliano, Tricarico, Potenza, Marsico Vetere, Viggiano e Savoia di Lucania. Questa ricerca etnografica in bilico tra canti popolari, magie e canti funebri prendeva spunto dalla rivelazione improvvisa di un mondo contadino arcaico e sconosciuto, un mondo svelato attraverso le pagine di "Cristo si è fermato ad Eboli" (1945) di Carlo Levi. La suggestione di una terra magica e misteriosa, che attraverso i suoi canti deve avere affascinato de Martino e i suoi collaboratori. La conoscenza delle musiche contadine del nostro Paese era ancora molto scarsa. Da almeno un secolo si erano raccolti testi di canti popolari, sulla base di un interesse letterario di matrice romantica, ma degli aspetti musicali, in assenza di registrazioni sonore, assai poco si sapeva. Resosi conto, nelle sue prime esperienze sul campo, di come la musica caratterizzasse significativamente le culture del mondo agro-pastorale, De Martino volle affrontare una spedizione che per la prima volta si faceva carico di documentare sistematicamente, con la registrazione, anche le espressioni musicali delle diverse comunità: da allora, la campagna di rilevazione in Basilicata è considerata come la data di nascita dell'etnomusicologia italiana. Quella memorabile spedizione era anche l'esito di un felicissimo punto di incontro tra ricerca, interessi culturali, compiti istituzionali e impegno politico sociale testimoniato anche dal fatto che fu sostenuta, oltre che dall'allora Centro Studi Nazionale Musica Popolare e dalla RAI, anche da un più articolato fronte che annoverava diverse riviste e associazioni culturali nonché le principali forze politiche e sindacali... Le registrazioni rivelano un mondo musicale di qualità e ricchezza inimmaginabili: straordinarie voci femminili, suonatori di organetto, canti alla zampogna e al cupa cupa, nei più vari repertori, dalle ninne nanne ai lamenti funebri, dai canti di lavoro ai canti di questua, dalle tarantelle ai canti infantili. La musica pervadeva davvero la vita di quei contadini e pastori che manifestavano una sorprendente capacità di gioia, festa, scherzo, ironia, creatività e poesia. Con un denso apparato critico, che per la prima volta affronta in modo approfondito la trascrizione del testo poetico dei canti.

 
Un pensiero al grande Alan Lomax!
...Proprio in questi giorni-dopo 3 anni- ho finito un altra ricerca etnografica, dedicata al grande etnomusicologo americano Alan Lomax, che nel gennaio del 1955, venne a Montemarano per effettuare delle registrazioni audio...in più ho colmato dei vuoti-attraverso l'immagini fotografiche, privi di indicazioni- dando i nomi e cognomi a tutti i protagonisti di quella memorabile ricerca sul campo...e tutto questo grazie ai miei informatori superstiti, che a distanza di circa 50 anni e passa, hanno messo a disposizione la loro memoria orale...così l'Associazione Culturale "Hyrpus Doctus" e il Museo Civico Etnomusicale "Celestino Coscia e Antonio Bocchino", hanno messo un altro tassello importante alla tradizione orale del paese...al momento la ricerca resta (inedita) e va ad arricchire l'archivio bibliografico del museo, dove tutti i visitatori, esperti del settore, studiosi, ricercatori, professori, studenti e semplici curiosi, potranno visionarla insieme alle tante altre che il museo dispone...
Luigi D'Agnese

 

Il documentario di Salvatore Monelli : Ignazio Buttitta e i cantastorie siciliani è un viaggio storico-antropologico nella Sicilia del dopoguerra.
Le poesie rivoluzionarie di Buttitta vennero portate nelle piazze siciliane dai cantastorie promuovendo quel tanto desiderato riscatto popolare di cui la Sicilia aveva ed ha ancora oggi bisogno.
Le rivoluzionarie storie, scomode per i poteri dominanti del tempo (Mafia e Stato), gridavano nelle piazze le ingiustizie sociali a cui i lavoratori dovevano sottostare.
La complementarietà tra chi deteneva i mezzi di produzione(i feudatari terrieri) e il braccio armato dislocato nel territorio (la mafia) è il nodo focale del documentario.
Testimonianze di rilevo sono quelle di Ciccio Busacca (cantastorie) e dello storico Giuseppe Casarrubea le quali si intrecciano nel filone narrativo delle stesse storie scritte da Ignazio Buttitta

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=qclezoOpCZ8&feature=youtu.be