I MIEI CINQUANTA ANNI CON GIOVANNA

 

di Giorgio Vezzani

 

L’anno appena trascorso, oltre all’anniversario del 540° della nascita di Ludovico Ariosto, ha ricordato anche il centenario della nascita di Giovanna Daffini, festeggiato a Villa Saviola nell’ambito del convegno e del concorso a lei dedicati da ormai vent’anni dal Comune di Motteggiana

Purtroppo non mi è stato possibile ricordare l’anniversario di Giovanna attraverso l’Archivio G. Vezzani/Il Cantastorie e quindi approfitto dello spazio del “Cantastorie on line” di Milano e Roma.


Non potendo qui presentare gli ospiti che avrei voluto invitare, voglio almeno ricordare due testi del repertorio di Giovanna Daffini,ingiustamente dimenticati da quanti da decine di anni ci ‘dilettano’ con stucchevoli esecuzioni di canti di risaia o di contenuto sociale.

Si tratta di due testi d’autore che Giovanna canta con grande bravura e intensità, scritti da Ivan Della Mea e Massimo Dursi.


Nel titolo ricordo i miei cinquanta anni con Giovanna. Ho conosciuto infatti Giovanna Daffini e Vittorio Carpi nel 1964 incontrati a Gualtieri per alcune fotografie fatte nelle aiuole davanti al Palazzo Bentivoglio e poi nell’interno dove allora abitavano. Le avevo proposto un altro incontro, per registrare qualcosa, ma Giovanna mi rispose che avevano altri impegni.

Le mandai le fotografie e mi ringraziò molto gentilmente con un bigliettino:

Gualtieri, 22-10-64

Stimat. Signor Vezzani, prima d’ogni cosa la ringraziamo di averci mandato le foto, le quali sono venute abbastanza bene.

In quanto alla registrazione abbiamo già registrato. Siamo molto spiacenti non poterla avere fra noi domenica, causa impegni professionali. Sarà in un prossimo avvenire.

Ringraziando ancora sentitamente per l’interessamento, ci auguriamo di incontrarla quanto prima per trascorrere qualche ora in lieta conversazione.

Saluti ed auguri, Giovanna Daffini e marito Vittorio Carpi


Purtroppo, dopo non ho più avuto l’occasione per un incontro diretto, ma ho un ricordo bellissimo di quei momenti passati in casa insieme a Giovanna e al marito Vittorio, sempre cortese a prestarsi a essere fotografata, suonando alcune note con la sua chitarra. A Milano ho poi assistito ad alcuni spettacoli come “Ci ragiono e canto”, continuando a seguirla nel suo repertorio conosciuto attraverso i “Dischi del Sole” e, per i “Dischi del Mulo”, ne “L’amata genitrice”, ora ristampato in CD a cura del Comune di Motteggiana che da ormai vent’anni ci offre convegni e nuovi testi da cantastorie nella rassegna “Il Giorno di Giovanna”.


Insieme ai testi delle canzoni prima ricordate, pubblichiamo l’articolo scritto per “Il Cantastorie” in occasione del Convegno svoltosi a Gualtieri il 30 e 31 maggio 1992 dedicato a “Giovanna Daffini l’amata genitrice”, una poesia di Serafino Prati durante lo svolgimento del primo “Giorno di Giovanna”, il 12 giugno 1994 a Motteggiana. Di Prati ricordiamo anche il suo libro “Giovanna Daffini cantastorie” del 1975.


Giovanna Daffini e il canto sociale e politico, i cantastorie, la lirica, l’operetta e la canzone

 

Nei giorni del Convegno si è cercato di collocare Giovanna Daffini nella storia della musica

lare italiana. I vari relatori, in massima parte provenienti dalle esperienze iniziate con il "Nuovo Canzoniere Italiano" all'inizio degli Anni 60, si sono impegnati a sostenere le proprie tesi. Sandra Mantovani l'ha ricordata come "un'entità straordinariamente vigorosa e giovane". Pensiamo che questa esatta definizione della Daffini non sia mai

stata completamente intesa dal "N.C.I." che in quell'epoca vide in lei soprattutto una "bandiera", preoccupato solo di dare forza al proprio movimento di proposta del canto popolare, sociale e politico con la "strana", vibrante e bella voce di Giovanna.

Risale all'agosto'62, a Gualtieri, il primo incontro di Giovanna Daffini con il "N.C.I.", con "i due signori venuti da Milano" (Gianni Bosio e Roberto Leydi) accompagnati da Serafino Prati, poeta e scrittore, allora Sindaco del paese della Bassa Reggiana. La Daffini fu certamente lusingata dall'interesse per le sue canzoni, dalla proposta di fare dei dischi. Intravvide il successo, non quello dei compensi in denaro, ma quello che nasce dall'ap-

plauso del pubblico, non più limitato alle feste di paese. Il sogno di cantare le belle romanze dell'opera, i motivi brillanti delle operette, le canzoni della musica leggera rese famose alla ribalta del Festival di San Remo dalla sua cantante preferita, Tonina Torrielli. La notorietà nel paese che l'ha vista duramente impegnata nel lavoro di risaia è una rivalsa per il suo temperamento di artista popolare e colta. Certamente la cultura musicale del marito Vittorio Carpi, violinista, deve avere influito sui suoi gusti, sul sapere apprezzare i temi più belli della musica colta.

E tutto con una grande dignità, nella vita come sul palcoscenico. "Lavorare insieme a Giovanna Daffini - ha ricordato ancora Sandra Mantovani è stata una grande esperienza, proprio di mestiere, perché sul palcoscenico non aveva nessuna paura era sicura e sempre attenta a quel che succedeva intorno a lei, assolutamente una lezione di professionalità”.

(“Il Cantastorie”, T.S., n. 43, gennaio-giugno 1992)

FOTO  DI GIORGIO VEZZANI

A Giovanna Daffini "cantante"


Il giorno di Giovanna fu lungo

e palpitante in ogni stagione,

andò oltre il dubbio di essere

tormentato, per poco aver donato.


Nel suo ottantesimo anniversario

trascorso in clima d'ombre e luci,

ancor vive nei ricordi, e continua

a vivere, nel cuore di noi stessi.


Ecco e con noi, nel muto scrigno

dei nostri verticali pensieri,

circondati da effluvi, da moventi

andati nella eternità a riposare.


Gli anni di sua esistenza furono

accompagnati da onde del Po,

ormai lontane dal suo fecondo spirito

di lotta, d'amor per la famiglia.


Tenne alla la bandiera dell'ideale

esposta al vento delta speranza,

cm nel cuore dei cantastorie

una realtà umana, di civiltà viva.


Di riscatto sociale fu alla guida

d'un avvenire in fioritura,

con il suona, con la voce, la fede,

in un sentimento che gli fu di vita

.

Canta chiamando a raccolta la gente

dei campi e delle officine, manciate

di solidarietà e amore ovunque dono

per essere all'avanguardia di civiltà.


Non dimentichiamo quel che essa tanto

ci donò, la sua esistenza avvolta

di poesia, vive nel suo silenzio, qui

nella terra 'Padana" da lei, tanto amata.


Serafino Prati


(“Il Cantastorie”, T.S., n. 47, gennaio-giugno 1994)


LA MORTE DI ANITA.mp3
File audio MP3 6.4 MB







La morte di Anita Garibaldi, dallo spettacolo teatrale “Stefano Pelloni detto il Passatore”, cronache popolari di Massimo Dursi, musiche di Sergio Liberovici, Bologna, 1963



Noi t'aspettiamo nell'alba fiorita

camicia rossa, fiore di vita

noi t'aspettiamo nell'alba fiorita

camicia rossa, piena di vita.



Per i tuoi figli sola a morire

o sposo mio mi devi lasciare.

Se gli occhi miei ti voglion mirare

tu con un bacio li chiuderai.



Sale la febbre nella laguna

come l'allodola trema l'Anita.

Tende allo sposo la mano sfinita,

la guarda e prega con un sospir.



«Per il tuo cuore questo sospiro

per i miei figli questo sorriso...»

Ma della morte sul tuo bel viso

è già discesa l'ombra crudel.



La barca nera sulla laguna

porta l'Anita come una cuna.

Canta nel cielo l'Ave Maria

che l'accompagna nell'agonia.



È morta Anita all'Ave Maria

quando la rondine scende dal cielo.

Il Generale la bacia e piange. Deve lasciarla.

Deve salvarsi, per riportarci la libertà.



E chi lo salva e dai Tedeschi,

e tutta Italia la salverà,

e chi lo salva e dai Tedeschi

e tutta Italia la salverà.


Ivan Della Mea, Questa è una storia



Questa è una storia, solo una storia

una di tante da raccontare.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un altra storia, è tutta vera.


Lui ebbe moglie, figli e lavoro

ebbe la guerra, rimase solo.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un altra storia, è tutta vera.


Lui ebbe un tornio e ghisa e schegge

una nell'occhio, una alla schiena.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Poi perse l'occhio ed ebbe il busto

e per finire perse il lavoro.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Ebbe le strade della città

e la pietà della società.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Poi l'arresto e la prigione

e la licenza d'accattone.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Poi la pensione, si fa per dire:

erano quindicimila lire.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Ieri ha trovato un'altra donna

hanno deciso di stare insieme.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


Gli hanno detto tutti che è brutta lui ha risposto: cosa vuol dire ?


E nel suo dire c'è solo vita

e né rimpianto e né dolore

e neanche il senso di cosa sia

questa storia che è storia sua.


Certo il racconto non è perfetto

l'abbiam sentito per una sera

ma non è storia di nessun libro

è un'altra storia, è tutta vera.


SANDRA MANTOVANI RICORDA GIOVANNA DAFFINI

RICORDO DI GIOVANNA DAFFINI
SANDRA MANTOVANI PRIMA PARTE.m4v.mp4
File audio/video MP4 47.2 MB

BIBLIOGRAFIA


Il Cantastorie” e Giovanna Daffini


1964

L’altra Italia, p. 14, n. 2, marzo

Giovanna Daffini, p. 14, n. 3-4, luglio-novembre

1966

Attività del Nuovo Canzoniere Italiano, p. 15, n. 5-8, marzo-giugno

1967

Folk Festival 2, p. 9, n. 9-12, aprile-luglio

1968

Il Nuovo Canzoniere Italiano, p. 12, n. 14, marzo

1970

Una voce, un paese, N.S., n. 1, marzo

1971

Giovanna Daffini (discografia), in “Dischi del folk revival”, p. 30, N.S., n. 4, marzo

1974

8 marzo, Festa Internazionale della Donna con il Coro delle Mondine di Vercelli e il violinista Vittorio Carpi di Gualtieri in “Concerti ‘folk’ a Milano”, N. S., n. 13, marzo

1976

g.v., Serafino Prati, Giovanna Daffini Cantastorie, Reggio Emilia, 1975 (recensione libro), N.S., pp. 40-41, n. 19, marzo

Omaggio a Giovanna Daffini, p. 90, N.S., n. 20, luglio

Un giorno a Gualtieri nel ricordo di Giovanna Daffini, p. 91, T.S., n. 20, luglio 1992

Giovanna Daffini: un convegno, pp. 72-75, T.S., n. 43, gennaio-giugno

g.v., Giovanna Daffini e il canto sociale e politico, i cantastorie, la lirica, l’operetta e la canzone, p. 76, T.S., n. 43, gennaio-giugno

1994

g.v., “Il Giorno di Giovanna”,n. 47, gennaio-giugno, pp. 29-35

1995

[g.v.], Rosita al “Giorno di Giovanna”, n. 49, gennaio-giugno, pp. 41-45 [Con i testi di R. Caliò e G. Piazza.]

1996

[g.v.], “Il Giorno di Giovanna” anno terzo, n. 52, pp. 22-23

G. e A. Pesce, Una favola moderna, id., pp. 22-23

S. Prati, Giovanna Daffini, id., p. 24

1997

[g.v.], A Franco Trincale il Premio “Giovanna Daffini”, n. 53, pp. 20-23

L. Luchini, Maggio, id., pp. 22-23

1998

Motteggiana ‘98, n. 54, pp. 23-24

P. Ricci, Maurice (prigionieri della vita), id., pp.25-26

P. Ricci, Dialogo sulle croci. Personaggi: il cantastorie e il tentatore, id. pp. 27-28

1999

g.v., Premiato al “Giorno di Giovanna” “Il valzer che…” di Lisetta Luchini, n. 56, pp. 9-11

L. Luchini, Il valzer che…, id., pp. 10

2000

S.P., “Il Giorno di Giovanna”, n. 58, luglio-dicembre, pp. 22-23

2001

A.M. Simm, Giovanna Daffini l’amata genitrice, n. 60, luglio-dicembre, pp. 27-29

2002

[g.v.], “Il Giorno di Giovanna”, “Cronache dal treppo e dintorni”, suppl. al n. 61, gennaio-giugno 2002, pp. 9-11

2003

g.v., Ricordata Giovanna Daffini a Gualtieri con Ivana Monti e a Villa Saviola per “Il Giorno di Giovanna”,n. 63, gennaio-giugno, p. 10

S.P.,“Il Giorno di Giovanna” 2003, n. 65, luglio-dicembre, pp. 21-22

D. Poli, Maggiolata sciagurata (Maggio triste 2003), id., p. 22

2004

[g.v.], Motteggiana 2004, n. 67, luglio-dicembre, pp. 42-44

S. Boninelli, Con t”, id., p. 45

2005

Motteggiana 2005”, n. 68, gennaio-giugno, pp. 18-19

2006

G. Vezzani, Motteggiana 200”, n. 71, luglio-dicembre, pp. 35-38

2007

A Roberta Pestalozza il Trofeo Daffini 2007, n. 72, gennaio-giugno, p. 25

G. “Giangili” Gili, La ballata dell’orrendo sospetto. Chiacchiere (popolari) sul movente di un terribile fatto di sangu(aria di “Maria Goretti”), n. 73, luglio-dicembre, pp. 28-30 [Testo premiato al Concorso Daffini , 2007]

2009

G. Vezzani, Lisetta e Rosita al “Giorno di Giovanna” 2009, n. 76, pp. 96-100

Il Giorno di Giovanna” ai giorni nostri, id., pp. 101-102

G. E. Bussi, Il rap e il professore, id., pp. 103-104

2012

Motteggiana. Trofeo “Giovanna Daffini” 2011 e Targa 150° dell’Unità d’Italia” in G. Vezzani, “quellodelcantastorie”, vol. II, “Le rubriche de “Il Cantastorie”, “Cronache dal treppo e dintorni XIX”, pp. 108-110

Trofeo “Giovanna Daffini” 2012, id., p. 112