MATERIALI PERVENUTI DI CANTI, BALLATE, POESIE CONTRO TUTTE LE GUERRE


       BUM (F. Giuffrida – G. Famoso, 1980 modificata 2022)

 una canzone 'per bambini' scritta ca. 40 anni fa (da un'idea datami da Ignazio Buttitta a casa di Rosa Balistreri a Firenze nel 1967!) e recentemente aggiornata. Questa fa parte del repertorio del coro dove canto (il Coro Scatenato Helin Bölek)

 

Bum! ecco il missile è caduto

chissà cosa avrà colpito

un galletto spennacchiato

il postino con la moto

e poi Putin e poi Biden

e poi Biden e Zar Putin

E il galletto vorrebbe sapere

questo missile chi l’ha mollato

Johnny, Ivan o qualche alleato…

Mentre giochi oppure fai festa

ti becchi un missile sopra la testa!

 

Bum! ecco il missile è caduto

chissà cosa avrà colpito

un galletto spennacchiato

il postino con la moto

un marchese decaduto

un vecchietto pensionato

e poi Putin e poi Biden

e poi Biden e Zar Putin

E il vecchietto vorrebbe sapere

questo missile chi l’ha mollato…

Johnny, Ivan o qualche alleato…

Mentre giochi oppure fai festa

ti becchi un missile sopra la testa!

Bum! ecco il missile è caduto

chissà cosa avrà colpito

un galletto spennacchiato

il postino con la moto

un marchese decaduto

un vecchietto pensionato

quattro chiese e un minareto

un giardino rifiorito

e poi Putin e poi Biden

e poi Biden e Zar Putin

E il giardino vorrebbe sapere

questo missile chi l’ha mollato…

Johnny Ivan o qualche alleato…

Mentre giochi oppure fai festa

ti becchi un missile sopra la testa

Bum! ecco il missile è caduto

chissà cosa avrà colpito

un galletto spennacchiato

il postino con la moto

un marchese decaduto

un vecchietto pensionato

quattro chiese e un minareto

un giardino rifiorito

una fabbrica occupata

una squadra in campionato

e poi Putin e poi Biden

e poi Biden e Zar Putin

E la squadra vorrebbe sapere

questo missile chi l’ha mollato…

Johnny Ivan o qualche alleato…

Mentre giochi oppure fai festa

ti becchi un missile sopra la testa!

 

Bum! ecco il missile è caduto

chissà cosa avrà colpito

un galletto spennacchiato

il postino con la moto

un marchese decaduto

un vecchietto pensionato

quattro chiese e un minareto

un giardino rifiorito

una fabbrica occupata

una squadra in campionato

un contratto rinnovato

un accordo già scaduto

ed il mondo sbigottito…

e poi Putin e poi Biden

e poi Biden e Zar Putin

Ed il mondo ch’è stufo di guerra

seppellì sotto un metro di terra

Johnny, Ivan e i loro alleati…

e poi fece spuntare dei fiori

sui brutti musi di quei signori

anche a Putin, anche a Biden

 anche a Biden e a Zar Putin


FRANCESCO GIUFFRIDA

Doppia ottava in siciliano con testo a fronte, ispirata ad alcune pagine di Terramatta, il libro di Vincenzo Rabito

                      TERRAMATTA 1915 - 1918

Calu la zappa e grapu lu tirrenu,

lu votu e lu girìu jurnati sani,

e sutta l’acqua o sutta lu sirenu

ci zappu oggi, ci tornu ’u ’nnumani.

Quantu cchiù soffru, ci suru, ci penu,

tantu cchiù la surura si fa pani. .

Ma ora li simenti si pirdenu,

scippati di la terra li viddani.

Ad ogni fossa ’n poviru cristianu

doppu ca ’a zappa addivintau bicchinu;

e lu vùrricu iù ccu li me manu,

ora sulu la morti iu simìnu.

Addivintau surdatu lu viddanu,

Gorizia mmaliritta, chi distinu,

li porci grossi supra a lana stanu,

è carni capuliata lu mischinu.                           

Affondo la zappa e apro il terreno lo rivolto e lo rigiro per intere giornate,  e sotto l’acqua o sotto il sereno   zappo oggi e ci torno l’indomani .Quanto più soffro, fatico e peno   tanto più il sudore si fa pane.        Ma ora le sementi sono perse    strappati dalla terra i contadini .      A ogni fossa un povero disgraziato   visto che la zappa è diventata becchino;                                         e lo sotterro io con le mie mani,     ora solo la morte io semino.             È diventato soldato il contadino,       Gorizia maledetta, che destino,           i porci grossi stanno sopra la lana,      e il poveretto è carne tritata.


Testo di Francesco Giuffrida

Musica di Gianni Famoso

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GIANLUCA GIOIA
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Pubblichiamo la relazione tenuta da Alessandro Bencistà al Convegno di Corte (Corsica) del giugno 2003, "I poeti popolari ed estemporanei contro la guerra"

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I POETI POPOLARI ED ESTEMPORANEI CONTRO LA GUERRA
Intervento di ALESSANDRO BENCISTA', fondatore e direttore della prestigiosa rivista "Toscanafolk"
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IO NON CREDEVO CHE QUESTA PRIMAVERA

testo e musica di Claudio Bernieri

canta Ombra

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IO NON CREDEVO CHE IN QUESTA PRIMAVERA - TESTO
io non ccredevo che in questa primavera
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CANZONI DI FEDERICO BERTI

Federico Berti:   Kabul

 

- Federico Berti, 'San Sabba. Ricordo bene, ricordo tutto'. Nota edizioni, 2020

 

Federico Berti- Popolare, 'E d'un giorno nella foresta'. Mia registrazione da testimone orale

 

 

Federico Berti - 'E quei briganti neri'. Live a Niksic (Montenegro), statua comandante Cupic, 2019