Da "Quelli che vivono in ottava rima...estemporaneamente"

 

 

 

Giuseppe Chiapponi

 

 Quest’oggi il mio saluto collettivo

 

 lo rivolgo ai bravissimi poeti.

 

Invece di cantarlo qui lo scrivo

 

rispettando le norme ed i divieti.

 

Se poi a questo virus sopravvivo

 

 i miei canti sfonderanno le pareti

 

 e dalla terra laziale amatriciana

 

arriveranno fino alla Toscana.

 

 

 

Manuela Marcantelli

 

Quel che tu dici è cosa bella e sana

 

Aspetteremo qua con braccia aperte

 

La tua poesia che nasce ben lontana

 

 Percorrerà le strade ora deserte

 

Sarà elegante come filigrana

 

 Ci recherà di certo grandi offerte

 

La maschera non celerà più il viso

 

 Faremo bei contrasti col sorriso

 

 

 

Marinella Marabissi

 

Saremo come i chicchi di riso/

 

 usciti dall'incarto sottovuoto

 

/nell'acqua di poesia, tuffo deciso/

 

farem, e cotti lo stomaco vuoto/

 

 sazio,vedra' ,il terrestre paradiso/

 

ed ogni verso sarà fior di loto/

 

Ci abbracceremo senz'alcun timore/

 

senza contare il passar dell'ore.

 

 

 

 Manfredi Burgio Marinella Marabissi vi sento ben poetare e con ardore / non v'ha fatto poi male l'isolarvi/

 

i versi pulsan battiti del cuore/

 

nei luoghi del contrasto pronti a andarvi. /

 

 è sempre la poesia il nostro amore /

 

resiste, unn'ha paura di scomparvi/

 

 risorgerà potente e affascinante/

 

per il padron di casa ed il viandante.

 

 

BLANDINO CESAREI

... QUESTO PAESAGGIO.
Non vedo più nessuno qui davanti.
Questo paesaggio non più veritiero.
Gli amici, ed i parenti son distanti.
Ci si arriva soltanto col pensiero.
Non arrivano più dei villeggianti.
Il motivo si sa, non è un mistero.
Spero presto tra il Tronto e il castellano.
Torni la gente a stringersi la mano.
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Il suolo mio nativo è amatriciano.
Dell'accaduto ne sono sconvolto.
Aleggia in aria quel pensiero arcano.
Che nessuno mai ne farà ascolto.
Forse, se l'eco arriva più lontano.
Verso colui a cui viene rivolto.
Così, sol con la grazia del Signore.
Risorgerà, in tutto il suo splendore.
10-05-20

 

Cari tutti,
questa notte in varie parti della nostra penisola si sarebbe dovuto cantar maggio. I decreti del presidente del consiglio dei ministri non lo permettono, vi chiedo allora licenza di entrare nelle vostre case con questo Maggio straordinario composto da un collettivo di poeti e poetesse estemporanei. Chi di voi conosce la tradizione dei canti rituali in occasione dell’Epifania e del Primo Maggio sa che si può essere oggetto di maledizioni e invettive se non si apre la casa ai cantori. In questo caso gli anatemi sono rivolti a chi ha vietato d’ufficio l’accoglienza ai maggerini. Nella registrazione audio (potete anche ascoltarla qui  https://soundcloud.com/torototela/maggio2020), il canto del maggio è preceduto da un’ottava del poeta al quale, non potendo affidare il compito di domandare il permesso di entrare, è stato chiesto di commentare a mo’ di proemio la situazione che stiamo vivendo. Alla fine un’ottava di saluto di un altro poeta. Con lo spirito di chi accoglie e condivide il maggio, mi sono unita a loro con solidarietà.
Cari saluti e buon Primo Maggio!
Cristina

 

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LETIZIA PAPI                                                               Dal mio paese, quattro ottave con amore https://www.facebook.com/letizia.papi.1/videos/10221625317078704/ 

 OTTAVE SUL CORONAVIRUS

http://www.laleggera.eu/wordpress/

 

OTTAVE TRATTE DALLA PAGINA FB QUELLI CHE… VIVONO

 

IN OTTAVA RIMA ESTEMPORANEAMENTE

 

 

 

Quel che non seppe fare il manganello
Il confino, il moschetto e la galera
Di chi mandò l’Italia in un bordello
Seguendo del potere la chimera
Oggi per relegarci in crudo ostello
Hanno azzeccato il modo e la maniera
In nome della morte e della scienza
Son bastati Burioni e un’influenza.
Marzio Matteoli

 

 

 

O mio buon Ciavadini abbi Pazienza
ma 'l Matteoli gl'è di buona scuola
né in dubbio metterei sua competenza
misura ha sempre a esprimer sua parola
è uomo d'intelletto e conoscenza
ed influenza fu pur la spagnola;
allor ti chiedo caro detrattore
ne voi sapere te più del dottore?

 

Gabriele Ara

 

 

 

Di questa cosa avremmo fatto senza,
ben volentieri, si, sono sicuro,
abbiam tutti speranza nella scienza,
ma sembra che noi siamo contro un muro.
E allora aggiungi pure la demenza,
chi dice ,certo io non me ne curo:
finché qualcuno ancora vorrà uscire,
di certo si continua a morire..

 

Nel mezzo del cammin de la mia vita,
Venuto da paese assai lontano
La nostra Italia è stata sì colpita,
da un morbo con un nome un poco strano,
e questa malattia l'han definita,
col nome d'attributo d'un sovrano...
Corona-virus, il nome gli hanno dato
ed ogni affollamento ha spopolato.
                                                                                                   Biagio Ciardiello

 

 

 

 

C'ha fatto trattenere a tutti il fiato
perché non si vedeva soluzione
la Lombardia hanno isolato
hanno fermato anche ogni pallone
abbiam svuotato il supermercato
ed obbedito alla televisione
senza pensare che quest'influenza
si può guarir con un po' d'intelligenza...                                                                                                     Alessio Magnolfi

 

 

 

 

 

Come Re Magio venne dall'Oriente
questo vìrusse tanto sovversivo
ed ora anche in Italia gli è presente
in Lombardia s'è dimostrào cattivo
Passò i' Po come se 'un fusse niente
e in quà e làe s'è bell' e fatto vivo
gli assomiglia a i' peggio dittatore
t'inietta la paura dentro i' còre.

 

L'Italia ha reso tutta d'un colore
e zona rossa è stata dichiarata
ci si parla a distanza e con timore
e la mano a nessun pol' esser data
Con le botteghe aperte poche ore
la scuola d'ogni grado poi serrata
ognuno è stralunato e assai perplesso
costretto a star da solo con se stesso.

 

Chi ha fortuna approfitta pe' fa sesso
ed altri fanno lunghe passeggiate
e c'è chi a cucinare allor s'è messo
chi dai balconi canta e fa sonate
Chi se ne frega e fòri esce lo stesso
chi le mani mille volte s'è lavate
come i' cane legato alla catena
così si vive a stare in quarantena.

 

A noi però quel che ci dà più pena
son le veglie che non possiamo fare
a i' Mulino a fa' l'apericena
e giù a canta', sonàre e poi ballare
Ma quando si ribalterà la scena
la vita torneremo a assaporare
qui' giorno più abbracciati balleremo
persino in bocca allor ci baceremo.

 

Pietro Gheri, Filippo Marranci e Cecilia Valentini

 

 

 

... COME SAPETE.
Come sapete, il virus corona.
Ora si dice che non sia letale.
Dopo che è morta più di una persona.
Dobbiamo solo dire meno male.
La critica non serve, si ragiona.
Per il paese è più fondamentale.
All'inizio è stato un vero inferno.
Ma non certo per colpa del governo                                                                                                   Blandino Cesarei